Too Much Too Boohoos

Il racconto di oggi ha molto poco a che fare con la SEO e il mio lavoro.

Ha a che fare con i casi della vita e le mie passioni.

Ha a che fare con il destino e l’amicizia.

Ha a che fare con ciò che forse mi ha reso ciò che sono. E quindi va a finire che ha a che fare con la SEO e il mio lavoro.

E’ una storia di rock e amicizia; di porte che si aprono e si chiudono; di gente che si trova e si ritrova dopo vent’anni e più.

E’ la storia di una band incredibile, i Boohoos, sconosciuta ai più.

E’ anche un po’ la mia storia.

E’ soprattutto la storia di “The Hoo”.

E allora raccontiamola, la storia e recensiamo (magari) anche il libro uscito dalla splendida mente e penna di Roberto Russo (alias King Robert Jones, alias eZe King, alias…).

too much too bohoos libro roberto russo

E’ una storia un po’ lunga. Ma vale la pena leggerla.

Pesaro, 1985

Posso iniziare solo dal settembre di quell’anno quando, disceso a valle da Mondaino – in settembre – inizio il Liceo a Pesaro (lo scientifico, il Marconi).

A novembre alcuni di quelli che sarebbero rimasti amici anche oggi, a 30 anni di distanza, mi regalano – per il mio compleanno – l’immortale “Affinità e Divergenze fra il Compagno Togliatti e Noi” dei CCCP di Ferretti e Zamboni. Punk Filosovietico. Robetta da niente.

I CCCP, a Mondaino all’epoca andavano fortissimo e i miei compagni di compagnia del bar (già maggiorenni) andarono all’Aleph – segnatevelo il nome di questo locale – a vederne il concerto. Io no. Pochi anni e padre severo. Non ho mai osato chiedere tanto. Uno degli ispiratori del regalo, per farla breve, era Matteo che diventerà – assieme a “Ghino” Marangoni e “Tommy” Flenghi – nei mesi e anni successivi uno dei miei spacciatori musicali di riferimento.

A Teo devo anche la scoperta di Belushi e di Animal House che ci vedemmo una mattina in cassetta a casa di suo zio (se non ricordo male). A scuola non ci eravamo andati. A dire il vero al vecchio Teo (ora penna acuta e arguta del Messaggero) devo davvero tanto: musicalmente e culturalmente.

Meriterebbe un post e un libro a parte. Magari un giorno lo scrivo…

Garage, Punk e tanto altro. Hoodoogurus, Fuzztones, Sonics… e a un certo punto (sempre Teo) mi mette in mano una cassetta con “un gruppo garage di Pesaro dove suonava anche Paul Chain” (Chain era un mito, a Pesaro, grazie ai suoi trascorsi nei Death SS. Fama – meritatissima – di chitarrista devastante e tastierista di talento).

La cassetta era il Demo Tape dei Boohoos, poi il caro Teo mi passerà anche Moonshiner e Rocks for Real.

I Boohoos diventano la colonna sonora dei nostri anni al liceo, delle nostre gite. Va beh, si sono sciolti nel 1989, ma noi abbiamo continuato ad ascoltarli lo stesso. Con il diploma, 1990, ci perdiamo di vista. Le cassette dei Boohoos vanno perse o si rompono.

Io mi trasferisco a Bologna causa Ingegneria. Senza Teo a foraggiarmi mi butto definitivamente sul metal. Devo dire con soddisfazione.

Mondaino, 1999

Ancora non mi sono laureato (lo farò solo nel 2001). Sono stato riformato ad Aprile dall’esercito (174° AUC, interrotto dopo poche settimane) e tornato a Mondaino giusto per la campagna elettorale – vinta – chemi fa diventare Consigliere prima e Assessore alla Cultura poi. Segretario dei DS lo ero dal 1996.

Stavamo festeggiando la vittoria alle comunali con porchetta, pane fresco e il Sangiovese di Nando.

Calda serata di giugno.

Mi si avvicina una signora che mi fa: “sei tu il segretario dei DS ?”.

Rispondo: “SI” Lei: “Me la faresti la tessera ?”

Rispondo: “Ma Sei Sicura ?”

Lei: “SI”.

L’amicizia fra me e Marina è cominciata così. Dopo qualche mese di frequentazioni passo da lei a rinnovarle la tessera. La casa di Marina era ed è un “tempio musicale”.

Una parete di CD e vinili di suo marito Riccardo che avrei saccheggiato senza pietà negli anni a venire… …in uno dei miei tanti saccheggi-cazzeggi l’occhio cade sul vinile di Rocks for Real.

Io: “Cazzo ! Rick ! Ma hai i dischi del Boohoos ?”

Marina: “Ma perchè, non sai che Riccardo era il bassista dei Boohoos ?”

SILENZIO…

Io (girandomi verso Riccardo, occhio sgranato): “Cioè. TU SEI BAKA BOMB ?!?”

Baka (sorriso dei suoi): “Beh. SI”.

Marina: “MA DAV-VE-RO NON LO SA-PE-VI ?”

Quella voce veniva da un altro pianeta. Io ero in estasi mistica.

Dissolvenza.

Mondaino, 2008

Un giorno Marina mi dice “ma lo sai che Roby ha preso contatti per ripubblicare i CD dei Boohoos ? Si vedono da me la tal sera per cena per discuterne, vorrebbero fare anche il sito internet, che fai, vieni ?”.

L’apprendista webmaster Battistoni partecipò alla cena e offrì i suoi servigi per quelle che sarebbe diventato il sito ufficiale dei “cinque di Pesaro”. No, dico, allo stesso tavolo con TUTTI i Boohoos !!! Con Lumen (meriterebbe un libro a parte) ! Con Fuss (che mi ha spinto a comprare l’opera omnia di Lovecraft) ! Che roba !

Serviva un Nick. Tutti i Boohoos ne hanno uno: eZe King mi (ri)battezzò Rat Bat Hoo. Ero entrato nella leggenda.

Ripubblicati i CD tutto torna nell’ombra. Dopo qualche anno “smettiamo” anche il sito.

Mondaino, 2015

Siamo ai giorni nostri: in questi ultimi anni sono rimasto in contatto con eZe, Baka (abitiamo a un tiro di schioppo, ci mancherebbe) e Lumen che hanno continuato a “far cose” musicali (fra le tante gli Andromeda Lodge con un CD bellissimo cantato in italiano: pezzi di eZe alla voce e chitarra, Baka al basso e Lumen alle pelli un altro paio di tizi a completare la line-up . Oh ! Erano tre quinti di Boohoos !).

A marzo un messaggio su Facebook (per la verità sapevo della cosa dalla mia rete di informatori) di Roberto “ho scritto un libro sulla storia dei Boohoos, una copia è per te, te la faccio avere tramite Baka”.

Il libro è arrivato. Mi è costato due notti insonni. Ne è valsa la pena.

Il libro

Il giudizio sull’opera letteraria, per l’affetto e l’amicizia che mi lega a Riccardo a Roberto e agli altri (nel caso di Lumen è profonda devozione, non me ne vogliano gli altri… ma ci siamo frequentati meno…) non mi consente di esprimere un giudizio distaccato.

Ma chi se ne frega ?

Il libro, dicevo, è come il suono i il look dei Boohoos. Potente, diretto, senza mediazione alcuna.

Se siete in grado di leggerlo e capirlo bene. Diversamente da ciò è un problema: vostro.

Le pagine scorrono veloci, gli esordi, il successo di critica, il racconto della creazione dei pezzi, dei concerti, dell’ascesa dei “nostri” e della fine del gruppo, le recensioni entusiastiche ricevute.

Tutto. Tutto in 250 pagine, più o meno. Tutto in presa diretta col cuore e il cervello dell’autore.

Decisamente troppo per non leggerle d’un fiato, quelle 250 pagine.

Ciascuno di noi, credo, ha un motivo che lo lega a un gruppo, a un pezzo: il mio sono gli anni del liceo (che sono coincisi con la storia dei Boohoos) e, leggendo, ho scoperto essere “The Hoo”.

The Hoo Già, perchè tutta la storia (la mia e del gruppo) gira tutto attorno a “The Hoo” che, peraltro, è il titolo del pezzo migliore partorito dalle fervide menti e strumenti dei nostri.

Per Roberto “The Hoo” è la forza, sconosciuta e fortissima, che ha guidato il gruppo dagli esordi al successo ispirandone le canzoni.

Che gli ha consentito di scegliere sempre e comunque la porta giusta, di comporre le cose giuste e suonare le cose giuste. Ove del caso, improvvisandole.

“The Hoo” è quella bellissima sensazione di infallibilità, di onnipotenza e tranquillità che ti consente di fare le tue scelte con certezza, consapevole che “tutto andrà assolutamente bene” e che “andrai nella direzione giusta”.

Io la conosco bene, quella sensazione.

C’è un punto, bellissimo (a mio avviso il più emozionante di un libro che di emozioni ne regala tante) e terribile in cui Roberto si mette totalmente a nudo.

E’ il racconto dell’inizio della fine.

Il momento in cui “The Hoo” abbandona il Gruppo e, così come era giunto, se ne va.

In quell’esatto momento, se “The Hoo” vi ha accompagnato anche per un solo secondo nella vita e l’ avete riconosciuto, saprete che non siete soli.

Che avete un fratello da qualche parte. Più di uno forse.

E se in un momento come quello riuscite a non piangere siete dei mostri.

O dei rockers forgiati nel metallo pesante e dal cuore cromato come un Harley.

La grandezza del libro e del gruppo è tutta li. Non si può raccontare.

Il libro dovete comprarlo, leggerlo e basta.

I Boohoos dovete ascoltarli, magari trovando i CD ristampati da poco e basta.

Perché, come nel caso dei film tratti dai libri. Se prima leggi il libro e poi guardi il film, il film te lo godi di più.

Qui è la stessa cosa: “The Hoo” riascoltato dopo aver letto il racconto di come è stato composto è un’altra cosa.

A me la pelle d’oca veniva anche prima, ora mi viene con cognizione di causa.

Grazie al libro, che contiene citazioni e rimandi a gruppi che mai avevo ascoltato se non distrattamente, ho scoperto e riscoperto (tipo: gli Stooges e i Fuzztones).

Il libro, insomma, è per tutti.

Per chi c’era.

Per chi non c’era.

Per chi non c’era e avrebbe voluto esserci.

E anche per tutti gli altri.

Dedica finale

Cosa c’è di meglio di mettersi a nudo ammettendo tutto su un libro ? Nulla.

Cosa c’è di meglio di ricambiare il favore facendo lo stesso ? Nulla.

Caro Roberto (King Robert, eZe): trovarmi fra due punti e citato nei ringraziamenti è stato il più bel regalo che tu potessi farmi. Quello e l’invito a cena con “il gruppo” dove ho conosciuto Alex e Paolo Cingolani. Quello e l’invito alle prove di domenica scorsa dove vi ho rubato “The Hoo” cantato (anche) da Alex dopo quanto: 20 anni ? 25  (lo sto ascoltando praticamente in loop da ore…) ? Quello e…

Ho registrato (di nuovo) il dominio boohoos.it, pubblicherò di nuovo i materiali, racconterò ancora e ancora quella storia, vi romperò le palle all’infinito per vedervi dal vivo tutti insieme per la prima volta…

…eh, sì: perché io, dal vivo, sul palco, i Boohoos non li ho mai ascoltati e visti. E chi li ha visti pensava venissero da un altro pianeta.

Adesso sto bene. Così bene… saluti da Marte.

Ciao ! Sono Nicola Battistoni

Ingegnere in telecomunicazioni prestato al web marketing, alla SEO e alla consulenza ICT. Possiedo il raro dono del congiuntivo e mi diverto a scrivere di cose che mi piacciono e condividere cose che imparo. E abito a Mondaino (RN), che non è cosa da poco !

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Commenti (1)

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    Cosimo

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    azz, stupendo, lo sto leggendo e anche io non li ho mai visti dal vivo. Tienimi aggiornato sul live.

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