Il SEO Gardening. Per molti, ma non per tutti

Premessa

A differenza di Carlotta Silvestrini, Francesco Margherita non l’ho ancora conosciuto di persona. Però sono stato accolto nel gruppo Fatti di SEO di cui Francesco è ispiratore e amministratore.

In questo caso non è stata la comune passione per Joomla ad avermi spinto all’acquisto. La causa scatenante sono state le numerose buone opinioni espresse da amici comuni nei suoi confronti e un paio di post, sempre sui Fatti di SEO, in cui abbiamo scambiato qualche battuta.

SEO Gardening

Mi incuriosiva il personaggio, da alcuni considerato un eretico della SEO.

Sono partito dal libro, spero di finire a un tavolo – magari con un paio di birre sopra – assieme a Francesco per discutere di alcune cose del suo libro che mi hanno colpito e che, fra poco, condividerò con i miei quindici lettori di manzoniana memoria.

Umanisti vs. Ingegneri

Nonostante Francesco abbia negato in privato di avere pregiudizi in merito, e gli credo, il libro si apre male. Molto.

Nella prefazione di Jacopo Matteuzzi, il mio primo docente a sua insaputa avendo acquistato il suo corso online un annetto fa, si afferma che l’approccio umanistico prevale – a livello SEO – su quello tecnico. Si dice, in altri termini, che gli ingegneri non sono in grado di capire e carpire l’essenza della SEO, che è legata, a detta del duo in questione (Matteuzzi-Margherita), ad aspetti socio-psicologici più che a righe di codice ben strutturate.

Sia chiaro, e qui i due convengono, il codice deve essere ben fatto e il sito tecnicamente a posto.

Però gli ingegneri, non conoscendo il congiuntivo avrebbero una marcia in meno.

Mi spiace per lo splendido duo, ma io mi definisco ingegnere umanista col dono del congiuntivo. Su questo aspetto avremo modo di disquisire. Il bello è che, sostanzialmente e alla fine della lettura, mi trovo d’accordo con loro. Però la categoria degli ingegneri mi tocca difenderla: je suis Trapunzoni (per cogliere la sottile allusione si veda a pagina 212 del libro: perchè il libro va comprato, sia chiaro).

Non fidatevi di Francesco Margherita, e neanche di me

Non lo dico io, lo dice lui stesso all’inizio del testo. Le prime pagine sono una provocazione intellettuale continua, il testo – questo fino alla fine, rassegnatevi – è molto denso di concetti e va letto con la necessaria lentezza.

Peraltro scrivo questa recensione a caldo e dopo la prima lettura. La mia impressione è che, come mi capitò con “Il Nome della Rosa” di Umberto Eco che oramai conosco a memoria, occorrerà leggerlo più volte per cogliere sempre nuove sfumature e spunti di riflessione. Il concetto è: non prendete alla lettera ciò che vi viene detto, ma confutatelo – se potete – su base logica e, soprattutto, sulla base delle vostre esperienze SEO e dati alla mano.

Il primo messaggio forte è questo.

Il mondo SEO, in cui qualcuno si atteggia a guru e trova stuoli di fedeli seguaci pronti a seguirlo in attesa che la verità venga rivelata, viene fatto a fette dall’Autore e, in questo, mi trova d’accordo. Sostengo, da tempo, che rispetto alla SEO nessuno – ripeto, nessuno – può dire di avere una ricetta o metodologia che sia provatamente efficace, funzionante e replicabile dal punto di vista tecnico.

Questo per due semplici motivi: se intendiamo la SEO come reverse engineering dell’algoritmo di Google parliamo di qualcosa di simile alla magia nera. Non conosciamo i segreti industriali di Google. Gli algoritmi cambiano continuamente e le SERP cambiano dinamicamente.

Non ci capisce un cazzo nessuno, come dico provocatoriamente da tempo. Dal punto di vista tecnico neanche Francesco, che peraltro è un povero umanista mica un ingegnere, può dire di capirci qualcosa, sia chiaro. E questo perchè nessuno può avere qual tipo di conoscenza.

Morale: ogni risultato va conquistato su campo, con sudore e sperimentazione e pronti a ripartire da capo quando gli algoritmi cambiano.

Perché esistono i SEO e la SEO ?

La SEO e i SEO esistono perché fare SEO è possibile. Ed è possibile farla bene.

Dopo il paragrafo precedente e questa affermazione capirò se:

  • mi prenderete per un cialtrone
  • smetterete di leggere la recensione

ma, fossi in voi, non lo farei.

Il motivo è semplice: Francesco, a un certo punto, racconta tutta la verità e nient’altro che la verità su cosa si a (per lui) la vera SEO: ovverosia un miscuglio di buone tecniche (quelle sono imprescindibili) e capacità di interpretare le intenzioni di ricerca degli utenti. Applicate le prime e capite le seconde è possibile costruire un sito web efficace che risponde alle domande espresse e latenti di questi utenti.

User is King, insomma.

La parte centrale del libro è dedicata alla semantica applicata al web e alla rivelazione di alcuni segreti ala base del successo del blog di Francesco seogarden.net

Ho trovato davvero interessante lo strumento wordtree che sto provando a utilizzare ma, da povero ingegnere, faccio ancora fatica a domare lo strumento…
…insomma significati evidenti e significati latenti: capiti quello è tutto in discesa.

Fidatevi di Francesco Margherita, e anche di me

A pagina 235, quasi alla fine del libro, Francesco spiega come ha costruito il successo del suo blog. E lo fa nei minimi dettagli.

Se dice questo, molto semplicemente, gli credo.

E se lo fa lo fa sulla base di un concetto che è, da sempre, il mio faro nella professione che faccio: la capacità di condividere le cose che so con le persone che conosco e con cui collaboro per ottenere maggiore informazione e affrontare meglio i problemi. Cosa, peraltro, che è la filosofia del gruppo Fatti di SEO.

Quindi, se siete fatti così e pensavate di essere gli unici sulla faccia della terra ebbene, fratelli, non siete soli.

E’ per quello che la SEO Gardening non è cosa da tutti: c’è che annaffia l’orto per dar da mangiare ai propri figli e chi piscia su quello del concorrente per preservare il suo. Io sono per l’annaffiatura. Sia chiaro.

Margherita, Aranzulla, voi stessi: diventare un’autorità del settore lo si può fare solo in un modo: con competenza, facendosi un mazzo tanto, sperimentando ed avendo la classica botta di culo (ma la fortuna aiuta gli audaci, ricordiamolo).
Un anno di lavoro apparentemente inutile, un post azzeccato e il gioco è fatto ! Bello, vero ? Se siete bravi e fortunati ci riuscirete anche voi !

Conclusioni

Comprate o fatevi prestare il libro. Ne vale la pena.

Chiedete, se già non lo avete fatto, di essere ammessi nel Gruppo fatti di SEO: c’è un sacco di gente pronta ad aiutarti se sei un SEOfita in difficoltà e si possono trovare bravi professionisti con cui collaborare (io, al momento, sono a quota due…).

Una volta finito il libro provate ad applicare i precetti e le tecniche proposte. Se funzionano avrete imparato qualcosa. Se non funzionano, pure.

L’ultimo appunto lo faccio su un errore madornale contenuto a pagina 126 in cui si afferma che

guanciale = pancetta

ho segnalato l’errore all’autore, scherzosamente (la ratio dell’equivalenza, leggendo il libro, è chiarissima) e dalla discussione che ne è seguita (“scusa Francesco, mi vuoi dire che se io… e poi se inserisco… e poi se faccio… mi vuoi dire che ?) è scaturito un esperimento SEO sul sugo all’amatriciana che è tutt’ora in corso ma che, almeno dai primi riscontri, pare funzionare discretamente.

Mi è costato qualche ora di lavoro. Il dominio sugoallamatriciana.it non solo l’ho registrato, credo che l’esperimento è durato a lungo, ma a distanza di oltre un anno [aggiunta del 2 giugno 2016] posso con dire con certezza che è perfettamente riuscito.

Vuoi vedere che sono riuscito a mettere assieme una passione antica, la cucina, con quella nascente (la SEO) ?

Non mi resta che augurarvi buona lettura. E buon appetito.

Ciao ! Sono Nicola Battistoni

Ingegnere in telecomunicazioni prestato al web marketing, alla SEO e alla consulenza ICT. Possiedo il raro dono del congiuntivo e mi diverto a scrivere di cose che mi piacciono e condividere cose che imparo. E abito a Mondaino (RN), che non è cosa da poco !

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Commenti (2)

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    Nicola Battistoni

    |

    Di niente Francesco. Il tuo commento da valore al mio post.
    Alla fine credo di averci guadagnato io…
    😛

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