L’insostenibile leggerezza dell’essere SEO

Questo post è scritto a qualche mese (a oggi sono quasi quattro) dal momento in cui ho deciso di intraprendere questa nuova avventura, più intellettuale che professionale; più introspettiva che concretamente rivolta a cercare nuovi clienti per l’attività SEO o qualcosa che gli somiglia.

Questo almeno pensavo che fosse.

Nel parlare del libro di Milan Kundera – guarda caso L’insostenibile leggerezza dell’essere – Italo Calvino affermava quanto segue:

“Il suo romanzo ci dimostra come nella vita tutto quello che scegliamo e apprezziamo come leggero non tarda a rivelare il proprio peso insostenibile. Forse solo la vivacità e la mobilità dell’intelligenza sfuggono a questa condanna”

E’ da questa frase, che ho trovato da subito bellissima, che ho preso spunto per questo post che, come tutto il resto del blog, non ha pretesa di arrivare in cima alle serp per la keyword SEO ma solo di condividere con voi le gioie e dolori di essere un giovane (dal punto di vista dell’anzianità lavorativa) SEO e apprendista stregone e tutto ciò che consegue all’aver intrapreso questo percorso.

Considerazione numero 1: la SEO fatta per bene è pesante

 E tu pensavi che una laurea in ingegneria, una discreta esperienza professionale,  una buona predisposizione alla scrittura e una creatività strabordante (a tratti) facessero automaticamente di te un SEO ? E’ di certo un buon punto di partenza, ma non è tutto.

Si tratta di capire chi è il nemico e come affrontarlo e, devo dirlo, in questo una laurea – sudatissima – nei ruggenti anni 90 (quando le università erano università e gli studenti erano studenti) aiuta a livello di approccio.

In questi quattro mesi ho capito che, per un progetto SEO che voglia essere serio occorre essere:

  1. dei discreti tecnici e avere almeno una base elementare del codice per il web (HTML, PHP e altre amenità del genere);
  2. dei bravi copywriter, perchè i contenuti contano (in assenza di budget, almeno);
  3. degli smanettoni competenti in tema di social media e ciascuno ha le sue brave peculiarità. E di social utili a livello SEO ce ne sono almeno una decina;
  4. bravini sulla SEM, e quindi saperne di AdWords e mondi paralleli a questo;
  5. capirci di CMS (almeno un paio, fra i quali WordPress: io insisto su Joomla, altri dicono che Drupal è il futuro. A me stanno sui maroni sia WP che Drupal, per dirne una) e magari anche un po’ dei CMS per l’e-commerce;
  6. capaci di fare link building al limite del legale (per le regole di Google, per citarne uno) per salire nelle SERP senza essere penalizzati;
  7. conoscitori di altre n-materie, tutte specialistiche.

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Insomma trascurando la buona grafica (sulla quale, magari, saperci lavorare male non fa, tipo: Illustrator, Photoshop, Gimp e Inkscape lo sapete usare vero ?) occorre essere poliedrici, pluricompetenti e plurispecializzati in tutto ciò e probabilmente trascuro qualcosa… se a questo punto volete piangere fatelo pure, vi assicuro che è liberatorio !

Considerazione numero 2: la SEO fatta per bene è piacevole

 D’altra parte non è mica detto che occorre fare tutto, subito e da soli ! In rete e sulla rete (così come nel mondo reale) non si è mai soli, se si ha la modestia e costanza di cercare, studiare e applicare e condividere le conoscenze. Ed è quello che ho fatto in questi mesi e sto facendo anche con i miei manzoniani 15 lettori.

In futuro, magari, inizierò anche a condividere qualche link interessante ad articoli che leggo e leggerò (per il momento sono concentrato sullo studio e sulla lettura, insomma, sto selezionando per voi !).

Il primo consiglio, che poi è quello che danno tutti è – all’inizio – studiare, studiare e poi ancora studiare (e immediatamente dopo applicare, applicare, applicare e verificare i risultati).

La prima cosa da fare, sicuramente, è apprendere le basi delle attività della SEO On Page che, poi, è la sola che resterà sempre nel vostro pieno controllo e quindi cercate di capire (spiando, anche, quello che fanno gli altri) come questa parte apparentemente mistica della SEO possa essere applicata e svolta.

Ovviamente, a monte, avrete effettuato uno studio delle keyword per le quali volete essere posizionati (se non siete sicuri di voi: fatevi aiutare da chi ne sa, pagandolo e facendovi insegnare come si fa…).

Essenzialmente, come avevo iniziato a raccontare nel mio primo post (che potete leggere qui) occorre imparare le tecniche e qualche trucco per:

  1. scrivere titoli (le mitiche headline) e descrizioni (le altrettanto mitiche description) accattivanti, perché sono quelle che compaiono nelle SERP e contribuiscono a farci cliccare da chi le legge, sempre che Google ci abbia preso in considerazione. Quindi scrittura efficace, inviti all’azione, ponete domande provocatorie all’utente, stimolate la sua curiosità e avrete (forse) successo;
  2. scrivere post di valore per gli utenti, formula abusatissima che significa, essenzialmente: scrivi cose intelligenti sull’argomento che tratti, non copiarle e fai in modo che siano farina del tuo sacco. Ah! Le cose che scrivi dovrebbero anche essere originali. Se non riesci a esserlo completamente (originale, intendo) almeno inserisci dei link a cose che ritieni utili condividendole con chi ti legge (sempre che Google ti abbia preso in considerazione). La scuola di pensiero attuale – che va per la maggiore – è che non si scrive per i motori di ricerca, ma per gli utenti. Questa cura e attenzione comprende il fatto di rileggere i post prima di pubblicarli. Voi fatelo e sarete premiati (così dicono);
  3. definire una struttura del sito che sia ragionevolmente semplice e consenta all’utente (e, perché no, anche al motore di ricerca) di trovare facilmente e in non più di tre passaggi tutti i contenuti del sito e quindi: progetta bene la struttura del portale e dei contenuti; struttura in modo coerente i menu, utilizza link di tipo friendly; crea una mappa del sito da dare in pasto sia agli utenti che ai motori di ricerca; non limitarti ai soli menu, ma crea anche dei link interni (insomma rendi articolata e piacevole la navigazione nel sito… hai presente come fa Wikipedia ?);
  4. ottimizzare le immagini che inserisci nei tuoi articoli (ce ne devono sempre essere, magari significative: dagli un bel nome, aggiungi un buon tag “alt” e vedrai che il tuo posizionamento ne gioverà).

Con questi elementi e magari un buon hosting, che è un’altro degli aspetti che vanno tenuti in debita considerazione, ne ho parlato in questo post, è possibile ottenere discreti (se non buoni) risultati: nel mio caso è successo questo:

  • sito con nessuna visita, con struttura statica non aggiornata da molti mesi;
  • installato Joomla! (in versione 3.3);
  • progettata la struttura dei contenuti e dei menu;
  • inseriti articoli e contenuti minimamente curati;
  • ottimizzati (redatti ex novo) tutti i title, le descpription e inserite immagini ottimizzate per dimensioni e “tags”
  • inseriti articoli nuovi con cadenza settimanale;
  • create due infografiche originali (tanto per farsi del male…);
  • inseriti pulsanti di condivisione social.

nel giro di 6 settimane:

  • trend di visite in crescita (attualmente siamo attorno alle 30 giornaliere);
  • alcune keyword (6 o 7) posizionate in prima pagina (marginali e di nicchia, ma siamo in prima pagina; con una in prima posizione);
  • diverse richieste di preventivo (è un noleggio di auto a lungo termine), alcune delle quali dovrebbero chiudersi con una vendita.

Certo c’è stato da lavorar forte (un mese in full immersion), ma i risultati, partendo da zero e da nozioni di base sono incoraggianti.

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Insomma, c’è speranza e possibilità di uscirne vivi e con soddisfazione.

Considerazione numero 3: la SEO senza un buon team non porta da nessuna parte

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La conclusione, banale dirai tu (caro lettore), è che non potendo essere tuttologi occorre affidare parte delle attività SEO ad altre persone, specializzate su quegli aspetti che le tue e mie competenze non coprono.

Insomma la capacità di un bravo SEO (e di un bravo professionista) non è quella di soddisfare da solo tutte le esigenze del cliente, ma di individuare la soluzione giusta per tali esigenze e con la soluzione anchele persone per attuarla.

Occorre, in altri termini, far rete, comunità e affrontare assieme agli altri il mare magnum delle competenze e problematiche connesse a un’attività SEO di tipo professionale. E’ fondamentale costruirsi, in altri termini, una rete di collaborazioni che ci consenta di coprire tutte le aree di competenza (e sono tante, dicevo) connesse a tale attività.

Detto e assodato questo, esci dal tuo studio e:

  • partecipa a dei corsi o a dei seminari (ce ne sono a buon prezzo o di gratuiti);
  • iscriviti a tutti i webinar (gratuiti e non) che puoi seguire (o che vuoi seguire) e fatti una cultura;
  • coltiva le tue relazioni “online” e soprattutto “offline” (insomma: meglio una pizza o una birra con un collega che 1.000 chat);
  • metti a valore, per te e i tuoi clienti, tali relazioni;
  • non aver paura di condividere con gli altri opportunità e conoscenze: il mondo è grande, ce n’è per tutti !
  • insomma entra a far parte di un team o di una community e vedrai che le cose gireranno al meglio.

Ho dissipato i tuoi dubbi ? Probabilmente no !

Te ne ho fatti venire di nuovi ? Sicuramente sì !

L’approccio comunitario alla SEO è, a mio avviso, sicuramente il migliore: ci si mette più tempo ma, come la mia attività professionale mi ha insegnato (ripagandomi in termini di soddisfazioni), i risultati sono più consistenti e duraturi nel tempo.

Di cazzari e bravi venditori ce n’è a josa, di professionisti seri ce ne sono pochi… e quelli non conoscono – quasi, se non a tratti – crisi. Si tratta di avere fiducia nei propri mezzi (quella, sempre) e sperare nel pizzico di fortuna che in questi casi serve sempre per avere successo.

Buona SEO a tutti, ci vediamo in SERP o in giro per in mondo !

Ciao ! Sono Nicola Battistoni

Ingegnere in telecomunicazioni prestato al web marketing, alla SEO e alla consulenza ICT. Possiedo il raro dono del congiuntivo e mi diverto a scrivere di cose che mi piacciono e condividere cose che imparo. E abito a Mondaino (RN), che non è cosa da poco !

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